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La politica economica degasperiana: il rigore insieme allo sviluppo

11
Nov
2014

10:00 - 13:00

UNINT - Roma

In occasione del 60° Anniversario della scomparsa di Alcide De Gasperi, l’Università degli Studi Internazionali di Roma - UNINT e l’Istituto di Studi Politici “San Pio V” di Roma promuovono un Convegno di Studi dal titolo: "La politica economica degasperiana: il rigore insieme allo sviluppo".

L'evento avrà luogo a Roma presso la sede dell'UNINT, in via Cristoforo Colombo 200 (ore 10-13, sala Biblioteca).


“La storia è memoria”, ripeteva spesso Jacques Le Goff, e il bisogno di fare memoria diventa più acuto nei momenti di crisi. Lo vediamo anche oggi, di fronte e in mezzo alla Grande Recessione che non cessa di attanagliare la vita di milioni di persone. Si riaprono dispute che sembravano definitivamente chiuse. Gli economisti tornano a dividersi tra “rigoristi” e “keynesiani”. I primi vorrebbero una politica dei due tempi: prima il rigore, il risanamento, l’austerità, poi lo sviluppo. Anzi, il rigore come indispensabile premessa dello sviluppo. I “keynesiani” rovesciano i tempi: prima lo sviluppo, poi il rigore. Ricordano un antico aforisma di Keynes: “Il momento giusto per l’austerità al Tesoro è l’espansione, non la recessione”. Nelle crisi lo Stato dovrebbe sostenere e integrare la spesa dei privati sorreggendo una domanda globale in rapida caduta. Il conseguente sviluppo consentirebbe di aggiustare gli inevitabili squilibri della finanza pubblica.

Mentre economisti e politici si dibattono tra rigore e sviluppo, gli storici, custodi della memoria collettiva, cercano di recuperare dal passato lezioni utili per il presente. Tornano ad esaminare le cause della grande crisi del 1929, le politiche che resero possibile una difficile e lenta ripresa economica, le dispute teoriche che divisero economisti come Hayek e Keynes.
C’è forse una lezione, tra le tante, che merita di essere recuperata, proprio ora e proprio qui. E’ la lezione di politica economica di Alcide De Gasperi.

De Gasperi fu ininterrottamente Presidente del Consiglio, sia pure di governi diversi, dal dicembre 1945 al giugno 1953: gli anni della ricostruzione. L’Italia usciva dalla guerra sconfitta e distrutta. De Gasperi chiese al Paese di compiere una scelta strategica: partecipare alla costruzione della nuova comunità europea ed internazionale. E l’Italia firmò gli accordi che fecero rinascere una comunità internazionale e attivarono il processo di integrazione economica europea: gli accordi monetari di Bretton Woods, il General Agreement on Tariffs and Trade, l’Organisation Européenne de Coopération Economique.

L’Italia, compiendo quella scelta, si impegnò a risanare la propria economia rinunciando ad attuare politiche economiche eccessivamente espansive che, attizzando il fuoco dell’inflazione, avrebbero potuto distruggere la casa comune. Nell’estate del 1947 Einaudi predispose una manovra restrittiva che ridusse il tasso di inflazione dal 100 al 3%.

Ma De Gasperi non rinunciò all’equità sociale. Negli anni del suo governo venne approvato un piano settennale per l’occupazione, la Cassa per il Mezzogiorno destinata a ridurre lo squilibrio geografico tra Nord e Sud, una riforma fiscale, quella di Vanoni, finalizzata a ripartire più equamente il carico della ricostruzione. Nel rispetto dei vincoli internazionali, il governo trovò le risorse per finanziare un programma di investimenti pubblici.

Il rigore insieme allo sviluppo. Ecco la lezione di politica economica di Alcide De Gasperi. Nel sessantesimo anniversario della sua morte, e in un momento storico in cui l’Italia e l’Europa si dividono tra rigore e sviluppo, può essere utile ricordare quella lezione.


PROGRAMMA

Indirizzi di saluto

Vincenzo Zeno-Zencovich, Magnifico Rettore della Università UNINT
Antonio Iodice, Presidente dell’Istituto di Studi Politici “San Pio V” di Roma
Bronislaw Sitek, Pro Rettore dell’Università “Alcide De Gasperi” di Józefów (Polonia)

La politica economica della ricostruzione
Antonio Magliulo, Preside Facoltà di Economia dell'Università UNINT

La scelta strategica: partecipare alla costruzione della nuova comunità europea ed internazionale
Matteo Pizzigallo, Università di Napoli Federico II

L’Italia di De Gasperi nel nuovo ordine economico internazionale postbellico
Daniele Caviglia, Università UNINT

L’Italia e l’Europa di oggi nel dilemma tra rigore e sviluppo
Gustavo Piga, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

Conclusione dei lavori

Presentazione dell’accordo di cooperazione tra l’Università degli Studi Internazionali di Roma e l’Università “Alcide De Gasperi” di Józefów (Polonia)